Gravidanza: i suoni ascoltati dal feto prevengono le malattie del linguaggio

Set 11, 13 Gravidanza: i suoni ascoltati dal feto prevengono le malattie del linguaggio

Gravidanza: i suoni ascoltati dal feto prevengono le malattie del linguaggio. Nuovo studio che arriva dall’Università di Helsinki, in Finlandia e pubblicato su “Pnas” – Proceedings of the National Academy of Sciences – il giornale ufficiale della United States National Academy of Sciences, che fa sapere che i suoni prenatali, cioè ascoltati dal feto nel pancione della mamma, potrebbero aiutare a combattere alcune patologie del linguaggio.

Patologie tra le quali ad esempio la dislessia, che sarebbe quindi evitata grazie alla memoria uditiva sviluppata dal feto. In sostanza dalla 27esima settimana di gravidanza, sembra infatti che il feto sia già in grado non solo di percepire i suoni esterni ma di “immagazzinarli” nella memoria, facendone bagaglio anche dopo la nascita.

foto-musica-pancione.I ricercatori hanno seguito 33 donne in dolce attesa giunte alla 29° settimana di gestazione, osservando le reazioni dei feti, alle stimolazioni di suoni dal mondo esterno al pancione della mamma, fino alla nascita: suoni o più precisamente cantilene, ripetute con una certa insistenza, con passo, tonalità, accento e strofe a volte modificate, fatti ascoltare solo a metà delle future mamme.

Alla nascita dei bambini si è quindi potuto provvedere a confrontare le capacità ed il cervello dei neonati grazie all’uso di sensori per elettroencefalogramma, rilevando diverse reazioni a livello neurale, a seconda della cantilena fatta loro ascoltare, con … o senza modifiche, riscontrando non solo che il feto è in grado di sentire i suoni esterni ancora prima ancora di nascere ma anche che la memoria, viene “forgiata” già all’interno dell’utero della mamma.

Gravidanza: i suoni ascoltati dal feto prevengono le malattie del linguaggio. Come spiegano i ricercatori:

“I nostri risultati indicano che le esperienze prenatali hanno una notevole influenza sulla precisione di discriminazione uditiva del cervello, che può sostenere, per esempio, l’acquisizione del linguaggio durante l’infanzia. Di conseguenza, i nostri risultati implicano anche che potrebbe essere possibile per sostenere lo sviluppo uditivo precoce e potenzialmente compensare le difficoltà di natura genetica, come il disturbo del linguaggio e dislessia.”

foto-musica-pancioneSembra infatti che il cervello del nascituro già nel ventre della mamma subisca cambiamenti strutturali importanti, tanto da arrivare ad influire sull’acquisizione del linguaggio durante l’infanzia.

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di Mamma Melacotta


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