Il metodo Stride: iPad e ippoterapia insieme per l’autismo

Set 23, 13 Il metodo Stride: iPad e ippoterapia insieme per l’autismo

Il metodo Stride: iPad e ippoterapia insieme per l’autismo. Fondere tecnologia  e natura per combattere l’autismo. Ecco la ricetta giusta secondo la Southern Tier Terapie Alternative, Inc., la quale sta affrontando questa patologia mediante la combinazione di una terapia speciale. Si chiama Strides © ed è studiato appositamente per i bambini affetti da disturbo autistico.

Si sa che i bambini autistici hanno in genere difficoltà a sviluppare una comunicazione verbale ed è di recente stato stimato che ben il 40% degli autistici attua comunicazioni non verbali. Si è pensato quindi, di unire cercare una nuova strada per riuscire a far comunicare questi bambini e da qui è nato un nuovo connubio tra la tecnologia avanzata di un iPad e i cavalli!

foto-autismoI risultati sono  a dir poco sorprendenti: gli iPad, rispetto ai più comuni convertitori vocali, sono più leggeri e pratici, fatti apposta in modo che i bambini possano facilmente utilizzarli mentre sono a cavallo, mentre danno da mangiare alle anatre o semplicemente fanno una passeggiata.

Questo è il pensiero di chi ha inventato il metodo StrideL’uso degli iPads in tutti i tipi di ambienti, vari e coinvolgenti mantiene i bambini attivi e li incoraggia a comunicare ad un livello superiore .” Niente più ingombri, quindi, niente più impedimenti, solo la possibilità di comunicare più facilmente e interagire con un animale, anche se mastodontico, come il cavallo. Diversi studi hanno dimostrato che con un animale da compagnia, il bambino autistico può “aprirsi” e riuscire, in qualche modo, a comunicare, ma, onestamente, il mondo scientifico è rimasto a dir poco sorpreso nel scoprire la possibilità di interagire con un animale quale il cavallo!

foto-autismoIl metodo Stride: iPad e ippoterapia insieme per l’autismo. La cosa che colpisce di più in questo programma è che i genitori scoprono in diretta che il loro bimbo sa cose che loro neanche immaginavano, nel momento in cui il bambino glielo comunica. Ad esempio, è capitato che dei genitori abbiano scoperto in diretta che il loro piccolo era in grado di fare le addizioni quando i genitori non erano neanche a conoscenza che il figlio conoscesse i numeri!

Un nuovo metodo grazie al quale, come ha detto Catherine Markosky, fondatrice del programma, grazie al quale scoprire “… che c’è una persona lì dietro che aspetta solo di essere ascoltata”!

Fonte: gaianews.it

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di Elisabetta Coni


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