La briglia amniotica: cos’e’ e che danni può provocare al feto

Lug 18, 13 La briglia amniotica: cos’e’ e che danni può provocare al feto

Un’anomalia, molto rara, tipica delle membrane amniotiche è la briglia amniotica. Questa interessa solamente lo 0,8% delle gravidanze e non è ereditaria. Consiste propriamente nella formazione di un filamento che lega il sacco amniotico da una parte all’altra, ed è visibile già nel primo trimestre della gravidanza stessa, attraverso una semplice ecografia.

Ad oggi non si conoscono ancora le cause della sua formazione. La teoria maggiormente tenuta in considerazione è la possibilità che queste briglie si formino a causa della rottura improvvisa o precoce del sacco amniotico. Questa rottura può avvenire in seguito ad un trauma o dopo un’amniocentesi.

foto-briglia-amniotica.Alla sua comparsa, per almeno il 70% dei casi, si verifica la sua scomparsa già nel secondo trimestre della gravidanza. Difatti l’aumento del volume dell’utero porta ad una rottura spontaneo della briglia. Nel caso dovessero permanere per tutta la gravidanza, nella maggior parte dei casi non provoca alcun danno al feto.

In un caso minore di gravidanze può, invece, causare delle malformazioni al feto. Questo accade quando il feto entra in contatto con la briglia (sindrome da briglia amniotica) e ne resta impigliato. In questo caso, ripetiamo molto raro, le briglie vanno a bloccare il flusso sanguigno nel feto generando delle malformazioni o amputazioni in utero, a carico delle estremità.

foto-briglia-amnioticaPer questo tipo di amputazioni è possibile intervenire in modo risolutivo entro i primi anni di vita del bambino.

Al momento non esiste una terapia risolutiva da affrontare durante la gravidanza, l’unica cosa da fare, una volta accertata la presenza di una briglia amniotica, è il monitoraggio del feto attraverso una ecografia morfologica.

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di Anna Chianese

 

 


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