L’ittero neonatale

Apr 08, 13 L’ittero neonatale

L’ittero è spesso considerata una patologia assai comune nei neonati e si rende manifesta quando vediamo comparire nel bimbo, quell’evidente colorito tendente al giallo della pelle e della sclera (parte bianca) degli occhi. Responsabile di una tale deviazione cromatica è la quantità eccessiva nell’organismo, di un pigmento noto col nome di bilirubina (prodotto dell’insieme dei processi metabolici coinvolgenti l’emoglobina) che, parallelamente all’aumento dei suoi livelli, appare dapprima sul viso per poi estendersi successivamente su torace, addome, braccia e gambe.

Questo disturbo si verifica quando non vengono soddisfatte quelle condizioni per le quali la bilirubina, dopo essere passata nel fegato, dovrebbe essere espulsa direttamente nell’intestino assieme al resto della bile, ma ciò non accade: anzi, essa si accumula molto più velocemente di quanto il fegato dell’infante non riesca effettivamente a disgregarla per poi espellerla dall’organismo. Quali le cause? Vediamole:

  • foto-ittero-neonatale..il diabete materno;
  • immaturità gastrointestinale;
  • dato che il fegato dei nascituri è ancora in fase di sviluppo, è probabile che non riesca a rimuovere completamente l’esatta quantità di bilirubina nel sangue;
  • maggiore produzione di bilirubina da parte dei neonati rispetto agli adulti, data da un ricambio più rapido dei globuli rossi;
  • l’intestino del piccolo riassorbe un’eccessiva dose di bilirubina prima che il suo organismo riesca ad eliminarla attraverso le feci.

Quali, invece, le possibili conseguenze? Una marcata iperbilirubinemia (bilirubina alta, con valori superiori ai 20-25 mg/dl) può determinare nel bimbo:

  • seri danni neurologici;
  • sordità;
  • lesioni cerebrali;
  • una patologia definita Kernittero (o Kernitterus) che è determinata da un’infiltrazione di bilirubina in parti del cervello.

Esistono poi, diverse tipologie di ittero:

  • Ittero Fisiologico: si tratta di una lieve forma che si palesa nella maggior parte dei neonati tra il secondo e quarto giorno di vita; poiché il fegato non è ancora maturo, lo smaltimento della bile risulta rallentato, e scompare solitamente entro la prima – seconda settimana di vita;
  • foto-ittero-neonataleIttero dei nati Prematuri: si può verificare quando il bambino, nella fase di allattamento, non riceve sufficiente nutrimento a causa di problematiche legate alla difficoltà della mamma nel dare il proprio latte;
  • Ittero da Latte Materno: nel 2% circa dei bambini allattati al seno, l’ittero fa la sua comparsa perché il latte materno può contenere sostanze che accrescono i livelli di bilirubina. Questa specificità compare tra il terzo – quinto giorno di vita fino a dissolversi tra le tre – dodici settimane;
  • Ittero da incompatibilità del Gruppo Sanguigno: l’accumulo improvviso di bilirubina nel sangue del piccolo può crearsi quando la madre non ha il suo medesimo gruppo sanguigno; l’incompatibilità dunque, comporta la produzione di anticorpi in grado di distruggere i globuli rossi del figlio con conseguente origine di una forma molto grave di ittero che, però, può essere evitata, mediante l’iniezione (alla gestante) di immunoglobuline Rh a tre giorni, massimo, dal parto.

Tenete ben presente, care mamme, che nelle forme cosiddette lievi o meno serie, sarà il bambino stesso ad eliminare, da solo, la bilirubina in eccesso dopo circa una o due settimane di vita; contrariamente, qualora la situazione fosse più grave, nella pluralità dei casi si ricorre ad una tecnica specifica, nota con il nome di Fototerapia: un mezzo che si serve di lampade fluorescenti emittenti una luce di colore blu, alla quale esporre il neonato e che ha la capacità di trasformare la bilirubina in sostanze solubili, facilmente eliminabili da fegato e reni. In alternativa, potrebbe rivelarsi necessario ricorrere a trasfusioni di sangue per un completo ricambio sanguigno.

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di Stefania Nardi


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