Morso di zecca nel bambino: cosa fare

Mag 06, 14 Morso di zecca nel bambino: cosa fare

Morso di zecca nel bambino: cosa fare. Le punture di zecca, o più precisamente i morsi di zecca sono una seccatura della bella stagione, che non provocano dolore e non causano prurito, tanto che sovente ci si accorge di essere stati vittima di questo acaro ematofago parassita temporaneo, in primis di animali selvatici e domestici ed occasionalmente dell’uomo, solo quando questi inizia a succhiare il sangue ed aumenta di dimensioni.

Facilmente presente nelle zone rupestri e di campagna, nei bambini la zecca si attacca infatti al cuoio capelluto, ai peli degli arti inferiori oppure ai vestiti, ed aspetta ore o persino un giorno, prima di raggiungere una zona di cute e di mordere, in particolare le seguenti zone, che preferisce: dietro le orecchie, la parte posteriore del collo, le ascelle, l’inguine e la zona dietro le ginocchia.

foto-bimbi-pratoIn genere il morso della zecca comporta solo una reazione infiammatoria locale papulosa o granulomatosa, con una zona necrotica centrale, tanto che una volta che la zecca viene staccata, la zona della puntura si gonfia leggermente e presenta una zona centrale leggermente infossata, nella quale si formerà una piccola crosticina.

Raramente compaiono sintomi quali febbre, eruzione cutanea ed ingrossamento dei linfonodi vicini alla zona della puntura o più importanti reazioni di ipersensibilità, paralisi ascendente da tossine o un avvelenamento da zecche, benchè è da sottolineare che le zecche possono trasmettere numerose infezioni.

Nel nostro Belpaese infatti, in particolare in Veneto, in Trentino Alto Adige ed in Friuli Venezia, è presente la malattia di Lyme, i cui casi sono meticolosamente indicati nel “Registro della malattia di Lyme in età pediatrica”, causata da un microrganismo chiamato la spirocheta Borrelia Burgdorferi, che provoca infezione ed è trasmessa all’uomo proprio con il morso della zecca!

La domanda quindi è: come prevenire il morso della zecca? E’ possibile? Ecco quindi alcuni semplici ma preziosi accorgimenti:

  • indossare vestiti chiari, preferibilmente con maniche, pantaloni lunghi, calzettoni o stivali, onde rendere più identificabili le zecche e poterle rimuoverle prima che mordano la cute;
  • non camminare ove l’erba è più alta e soprattutto non sedersi o rotolarsi a giocare sull’erba;
  • al ritorno a casa da scuola, dalla gita o altro, lavare gli abiti in lavatrice ad alte temperature;
  • prima di fare la doccia o il bagno al bambino, ispezionare accuratamente il corpo alla ricerca di eventuali zecche.

E proprio quanto a quest’ultimo punto, nel malaugurato caso in cui si riscontro la presenza di una zecca attaccata alla cute del proprio bambino, ecco come procedere a toglierla, mantenendo come si suol dire “calme e sangue freddo”:

  • anzitutto ricoprire con un goccio di olio la zecca onde ucciderla e farle lasciare la presa delal cute;
  • prendere quindi una pinzetta e procedere a rimuovere dalla cute la zecca, ruotando con costanza con una lieve trazione ma senza tirare bruscamente, fino a che questa non si staccherà da sola;
  • procedere quindi a bruciare con un accendino la zecca tenendola tra la pinzetta, senza mai toccarla con le mani nude;
  • procedere quindi a disinfettare la zona della puntura con acqua ossigenata o un buon disinfettante ed una volta che la cute è asciutta mettere un cerottino.

foto-eliminazione-zeccaAttenzione, in ogni caso, prima di procedere all’estrazione delle zecca, è consigliabile chiamare il proprio pediatra di fiducia e seguire le sue indicazioni, perchè togliere una zecca non è una cosa banale ed è bene sapere, che qualora non si riesca a togliere la zecca per intero, ossia se la testa di questa, rimane attaccata alla cute, occorre assolutamente toglierla o con un ago sterile, come nel caso di una scheggia, oppure recandosi – appunto – dal pediatra o al pronto soccorso.

E’ infine importante sapere che perchè la zecca provochi seri danni al bambino, deve restare attaccata alla cute almeno 36-48 ore, infatti al di sotto di questo periodo di tempo, le probabilità di infezione sono molto basse ma in ogni caso, qualora il bimbo venga morso da una zecca, è bene tenere sotto osservazione i successivi 2-3 mesi dopo la puntura della zecca, con particolare riguardo alla comparsa dei sintomi caratteristici della malattia di Lyme, ossia: eritema migrante, febbricola, artromialgia, cefalea non abituale, parestesie, paralisi e linfoadenopatie.

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di Mamma Melacotta


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