Morte in culla a causa del vaccino Infarix: risarcimento record ai genitori

Set 05, 13 Morte in culla a causa del vaccino Infarix: risarcimento record ai genitori

Il tribunale di Pesaro ha pronunciato una sentenza storica per l’Italia. Una famiglia, la cui bambina era deceduta di Sids, cioè la morte in culla, a pochi giorni dalla vaccinazione con l’Esavalente, si è vista riconoscere un risarcimento di 200.000 Euro, più un vitalizio di circa 700 Euro al mese ed un ulteriore indennizzo ancora da quantificare. La battaglia legale è andata avanti fra rinvii, appelli e ricorsi, ma alla fine il tribunale ha ritenuto che sia altamente probabile che la morte della bambina sia da attribuire alla somministrazione del vaccino.

foto-vaccinoLa bambina iniziò ad accusare molto presto una serie di sintomi ricollegati alla vaccinazione. Dolori articolari continui, totale inappetenza, sovvertimento del rimo del sonno/veglia. Alla morte avvenuta durante il sonno fece seguito l’autopsia che stabilì che la causa finale era stata una polmonite interstiziale. Il vaccino esavalente era stato composto da antipolio, una difto-tetanica, anti epatite B, anti pertosse e antiemofilo.

Questo vaccino, il cui nome commerciale è Infanrix Hexa è usato anche in Italia per vaccinare i bambini già dal secondo o terzo mese di vita. In quasi tutta Italia il vaccino esavalente è stato silenziosamente imposto, scalzando i 4 vaccini prima disponibili e i genitori si sono trovati obbligati a somministrare ai loro figli 6 vaccini contemporaneamente invece dei 4 obbligatori. Ciò è accaduto nonostante si sappia che il rischio che un bambino ha di subire danni da vaccino è tanto maggiore quanto più il bambino è piccolo e tanto è maggiore il numero di vaccini somministrati contemporaneamente. Questo vaccino è stato ritirato per ordine della casa madre dal commercio di ben 19 paesi, in quanto durante il controllo di qualità è stata riscontrata una contaminazione microbica dell’ambiente di produzione. È riportato che il vaccino non sarebbe contaminato, ma allo scopo di assicurare il mantenimento dello standard di qualità, l’ente di registrazione accetta il ritiro del farmaco Infanrix Hexa dalle farmacie e dai fornitori sanitari.

foto-vaccino.Attualmente i paesi che hanno ritirato il vaccino esavalente sono Spagna, Francia, Germania, Slovacchia, Canada e Australia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Grecia, Repubblica Ceca, Albania, Malaysia, Vietnam, Qatar, Romania, Libano, Brasile, Malta. In Italia se ne parla ben poco, ma il nostro Ministero della Salute, contattato dalla nota testata giornalistica “il Fatto Quotidiano” fa sapere che: in alcuni Paesi il ritiro cautelativo di alcuni lotti di vaccino Infanrix Hexa è in corso per un problema nella catena di produzione, ma l’Italia, in ogni caso, non è interessata dal problema, perché i lotti in questione non sono stati commercializzati in Italia.

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di Elisabetta Coni


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