Onoterapia: “Asini in corsia” per i pazienti affetti da autismo e Alzheimer

Nov 07, 13 Onoterapia: “Asini in corsia” per i pazienti affetti da autismo e Alzheimer

“Asini in corsia” questa è la grande novità, unica in Italia e nel mondo per aiutare i bambini affetti da autismo a migliorare la loro permanenza in ospedale. L’idea è nata e si è evoluta all’interno dell’Ospedale Fatebenefratelli di Genzano, vicino Roma, dove, appunto, coloro affetti da autismo ed Alzheimer possono iniziare a sperimentare i benefici della “onoterapia, cioè la compagnia degli asini in reparto.

L’asino è da sempre stato considerato un animale più propenso ai lavori pesanti più che un animale da compagnia; invece pochi sanno che l’asino è molto simile come indole ad un cane o ad un gatto. Difatti è di carattere docile, facilmente addomesticabile e prevedibile, insomma tutte caratteristiche che lo rendono idoneo al rapporto con pazienti affetti sia da autismo che da Alzheimer. La novità dell’ospedale romano è soprattutto quello di aver creato una vera e propria mini fattoria all’interno dell’ospedale stesso, dove alloggiano 4 asinelli, Concetta, Yura, Rosina, e la piccola Margot di 1 mese, questi i loro nomi. Gli asini vengono assistiti dall’Antas Onlus che ormai da anni cerca di trasmettere l’efficacia dell’onoterapia come medicina tradizionale.

foto-onoterapia-bimbaNella clinica romana di Genzano gli operatori dell’Antas in collaborazione con i medici della struttura e pazienti, dal lunedì al venerdì, praticano una sorta di percorso di riabilitazione dove i pazienti hanno un unico compito, quello di prendersi cura dell’asinello a loro affidato. Questo percorso ha come obiettivo quello di migliorare il rapporto che i pazienti hanno con loro stessi attraverso l’animale.

A spiegarci meglio l’importanza dell‘onoterapia è il dott. Giovanni Carratelli, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta:

Prima di tutto c`è un aspetto motivazionale  questi ragazzi difficilmente si lasciano coinvolgere in qualche attività, mentre con l`asino si instaura subito un rapporto non verbale, in cui la comunicazione avviene con il contatto dello sguardo, e la relazione è finalizzata ad attività pratiche come dargli mangiare, spazzolarlo, condurlo in passeggiata. Abbiamo avuto effettive manifestazioni del fatto che prendersi cura dell`animale ha prodotto una riduzione dei gesti stereotipati e ripetitivi che caratterizzano i comportamenti autistici e un aumento della capacità di socializzare“.

Per quanto riguarda i benefici sui pazienti affetti da Alzheimer, ci chiarisce il concetto invece il dott. Massimo Marianetti, neurologo e psicoterapeuta e direttore medico scientifico del centro sperimentale Alzheimer:

foto-onoterapia-asinoPurtroppo questa patologia non ha cura e le ultime realtà di gestione di questa malattia vengono da terapie non farmacologiche. L`asino però è un animale estremamente docile e riesce ad avere un effetto stabilizzante dell`umore. I pazienti ricoverati da noi sono migliorati a livello cognitivo e comportamentale: grazie alle emozioni positive che ricevono dall`animale, diventano più attenti, concentrati, presenti e tranquilli. Abbiamo notato anche effetti a lungo termine nel ritmo sonno veglia e nell`appetito. Nel concreto si rallenta ulteriormente il progredire della malattia e i familiari osservano anche una riduzione dell`aggressività“. Sempre il dott. Marianetti conclude affermando che “L`esperimento di Genzano è un unicum mondiale e sono molto contento di questa esperienza anche perché il medico stesso si arricchisce molto sia a livello umano, nel rapporto con il paziente, sia nella comprensione stessa della malattia“.

Speriamo che abbia presto dei proseliti non solo in Italia ma in tutto il mondo.

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di Anna Chianese


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