Papa Francesco rifiuta la: “cultura dello scarto”

Ott 07, 13 Papa Francesco rifiuta la: “cultura dello scarto”

Papa Francesco rifiuta la: “cultura dello scarto”.Nelle piaghe della malattia si nasconde il dolore stesso di Gesù, che va ascoltato e accolto con un amore opposto all’indifferenza tipica della “cultura dello scarto, questo il pensiero dominante della visita di Papa Francesco ad Assisi in occasione della festività dedicata a San Francesco.

Il Papa visita l’Istituto Serafico che dal 1871 accoglie molti giovani e bambini afflitti da diverse disabilità, di cui alcuni molto gravi: un Papa Francesco emozionato, che parla a braccio, parole che risuonano come una preghiera e che gli nascono dal cuore. ” Siamo tra le piaghe di Gesù e queste piaghe chiedono di essere ascoltate da quelli che si dicono cristiani“. Ancora una volta è questo il grido d’aiuto per questi giovani e bambini, che hanno un indubbio desiderio di farsi amare e di farsi ascoltare.

foto-papa-francescoQui è Gesù nascosto in questi ragazzi, in questi bambini, in queste persone. Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù, in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe… Hanno bisogno di essere ascoltate. Forse, non tanto sui giornali, come notizie… Quello è un ascolto che dura uno, due, tre giorni, poi viene un altro, un altro… Devono essere ascoltati da quelli che si dicono cristiani“.

Queste sono le parole che il Papa pronuncia all’interno della chiesa dell’Istituto Serafico dove poi si appresta all’adorazione eucaristica con questa preghiera:

Il cristiano adora Gesù; il cristiano cerca Gesù; il cristiano sarà riconoscere le piaghe di Gesù. E oggi tutti noi, qui, abbiamo la necessità di dire: ‘Queste piaghe devono essere ascoltate!’. Ma c’è un’altra cosa che ci dà speranza. Gesù è presente nell’Eucaristia, qui è la Carne di Gesù; Gesù è presente fra voi: e la Carne di Gesù sono le piaghe di Gesù in queste persone“.

Un pensiero particolare va ai tanti assistenti presenti accanto ai giovani ospiti dell’Istituto, per i quali il Papa ha parole di orgoglio ““Qui la caritas è un privilegio e un dono, esempio di una casa dove è in azione la cultura dell’accoglienza“.

Ma in questa sofferenza un segno di Dio c’è ed il Papa così lo esprime “ Gesù, quando è Risorto era bellissimo. Non aveva nel suo corpo dei lividi, le feriti… Niente! Era più bello! Soltanto ha voluto conservare le piaghe e se le è portate in Cielo. Le piaghe di Gesù sono qui e sono in Cielo davanti al Padre. Noi curiamo le piaghe di Gesù qui e Lui, dal Cielo, ci mostra le sue piaghe e ci dice a tutti noi, a tutti noi: ‘Ti sto aspettando!”

Papa Francesco rifiuta la: “cultura dello scarto”. Quanto invece al concetto di “cultura dello scarto” purtroppo fin troppo presente nella nostra società, il Papa afferma che è necessario:

“mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate! A volte invece le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano, amore a Cristo Crocifisso, alla carne di Cristo, opere in cui si uniscano la professionalità, il lavoro qualificato e giustamente retribuito, con il volontariato, un tesoro prezioso”.

foto-papa-francesco.Infine, in conclusione di questa giornata così intensa, Papa Francesco legge alcune righe di una lettera inviatagli da Nicolas un ragazzino di 16 anni disabile dalla nascita, di Buenos Aires, la sua città: parole dove è presente la “bellezza, la poesia di Dio:

Tutte le notti, da quando tu me l’hai chiesto, io domando al mio Angelo Custode, che si chiama Eusebio e che ha molta pazienza, di custodirti e di aiutarti. Stai sicuro che lo fa molto bene perché ha cura di me e mi accompagna tutti i giorni!! Ah! E quando non ho sonno… viene a giocare con me!! Mi piacerebbe molto venire a vederti e ricevere la tua benedizione e un bacio: solo questo!! Ti mando tanti saluti e continuo a chiedere ad Eusebio che abbia cura di te e ti dia forza. Baci. NICO”.

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di Anna Chianese


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