Parto in casa: il Lazio garantisce il rimborso spese

Lug 21, 13 Parto in casa: il Lazio garantisce il rimborso spese

Pensare di partorire in casa, come era abituale una volta, oggi sembra quasi una eresia. Ma a ben indagare non sono poche le donne che vorrebbero vivere questo momento così delicato ed intenso per loro, all’interno del loro ambiente, tra le persone che le amano, senza oppressioni ma libere di cercare il modo giusto per rilassarsi ed affrontare il travaglio con serenità.

Oggi poi questa scelta può portare anche un certo compenso economico. Difatti la Regione Lazio ed altre poche regioni hanno definito un rimborso spese a beneficio di chi decide di partorire in casa. Questo perché per lo Stato tale decisione è un vero risparmio considerate le spese del ricovero, della degenza e della medicalizzazione che si va a risparmiare.

foto-parto-in-casa.A tal proposito ecco la storia di  Simona, mamma di Guglielmo e Matilde, entrambi partoriti in casa, che racconta così la sua esperienza “Il parto in casa è stata una scelta voluta e desiderata e si è rivelata un’esperienza indimenticabile. Il dolore del travaglio è stato attutito dall’intimità del luogo, dagli abbracci di mio marito e dall’assistenza di due ostetriche meravigliose (che all’apice delle contrazioni non facevano visite invasive, ma massaggi calmanti nella zona dei reni).” quindi continua “Ho potuto rilassarmi con una doccia, camminare, accovacciarmi, senza che nessuno interferisse e in piena libertà. Ma soprattutto ho potuto dare fiducia al mio corpo di donna di generare una vita, senza la necessità di dover delegare ad altri questo compito.” e conclude “Scegliere il parto in casa, comunque, non è stato semplice. E raccontare questa storia credo che possa aiutare altre donne ad intraprendere lo stesso cammino”.

Certo questa scelta non è stata immune da difficoltà e difatti Simona spieg gli “scogli“, come lei stessa li definisce, che ha dovuto affrontare per realizzare questo sogno “Il primo scoglio da superare è stata la mia paura. Informandomi, però, mi sono resa conto che il parto in casa, quando le condizioni fisiche del nascituro e della madre lo permettono, è tanto sicuro quanto quello dell’ospedale.” quindi procede “Il secondo scoglio è stata la paura degli altri.” e spiega “Il parto, in Italia, ha raggiunto un tale livello di industrializzazione che ormai tutti sono convinti che partorire in modo naturale sia un ‘miracolo’, una fortuna che capita a poche. Invece, la cosa strana è che siamo diventati il paese europeo con il maggior numero di parti cesarei (circa il 40%) a causa, non dell’incapacità di partorire delle donne, ma dei forti interessi economici che inducono a prediligere un parto medicalizzato, remunerativo quanto un intervento chirurgico.” e conclude “Il terzo scoglio è stato il costo: per partorire in casa bisogna contattare ostetriche libere professioniste che operano privatamente“.

foto-rimborso-speseMa tali costi possono essere abbattuti attraverso questo rimborso spese che la Regione Lazio decide di elargire proprio a chi decide di partorire in casa. Quando Simona è venuta a conoscenza di questa notizia ha tentato subito di saperne di più, come spiega “Affermare il diritto di rimborso all’inizio è sembrato una “mission impossible’: sembravo una pioniera che si stava avventurando in una terra sconosciuta; nessuno sapeva fornirmi un’indicazione chiara di quello che avrei dovuto fare. Ma non mi sono lasciata scoraggiare e la storia si è conclusa con un lieto fine” come racconta questa neomamma “la ASL di Frosinone, qualche mese fa, ha rimborsato l’importo della fattura presentata presso il Distretto di Cassino (D). I dirigenti della ASL, nonostante la mia risultasse la prima richiesta nella provincia, hanno valutato attentamente il caso e hanno saputo dare concretezza agli intenti della legge regionale“.

Davvero una testimonianza importante che, come si auspica la stessa Simona, possa spingere tante altre donne a prendere in considerazione questa possibilità.

E voi, mamme in attesa, cosa ne pensate? Partorireste in casa?

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di Anna Chianese


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