Sport: come scegliere quello giusto per il proprio bambino?

Feb 26, 14 Sport: come scegliere quello giusto per il proprio bambino?

Sport: come scegliere quello giusto per il proprio bambino? Una domanda che si ritrovano a porsi molte mamme e molti papà è indubbiamente quella di come scegliere lo sport più adatto ai propri bambini. Esistono cioè criteri o regole da seguire per scegliere lo sport perfetto per il proprio figlio: pallavolo, calcio, nuoto in piscina o quale altro sport va bene?

Ebbene va detto anzitutto che secondo gli esperti non esiste il cosiddetto “sport perfetto” per un bambino ma che bisogna tenere conto di quelle che sono le sue predisposizioni, i suoi gusti e soprattutto della sua età; infatti è importante sapere che alcune discipline sportive sono ad esempio sconsigliate prima che lo sviluppo fisico e motorio del bambino sia del tutto completato, mentre altre vanno combinate insieme (come ciclismo o pattinaggio e nuoto in piscina), onde favorire uno sviluppo armonico del corpo.

foto-bambino-nuotoVa da se che la fascia di età più delicata per una mamma ed un papà è quella da 0 a 5 anni, nella quale un genitore si trova a dover decidere lo sport da far praticare al proprio bambino; una scelta da farsi tenendo comunque conto che nei bimbi sotto ai 2 anni di età, un’attività sportiva dovrebbe essere proposta sotto forma di momento di gioco, per quanto istruttivo, per cui si tratta di semplici giochi all’aria aperta o di corsi di acquaticità, cioè di ambientamento in acqua in piscina, che possono avvenire sin dai premi mesi di vita, mentre i bimbi più grandicelli in età prescolare dai 3 ai 5 anni, sempre in un ambito di gioco, dovrebbero partecipare ad attività divertenti con poche regole, che diano ampio spazio alla scoperta, come correre, nuotare e giocare a palla.

Il nuoto risulta quindi nella maggior parte dei casi la scelta migliore per i più piccoli, anche perché a dirla tutta, i bambini imparano già a “nuotare” nel ventre materno, ove, al pari di una piscina nuotano in modo totalmente naturale nel liquido amniotico, ove si ritrovano a riprodurre i consueti gesti di questo sport.

Uno sport il nuovo che se praticato seriamente seguendo un corso in piscina, rappresenta uno sport completo e simmetrico in grado di favorire uno sviluppo armonioso della muscolatura, tonificando al contempo braccia, spalle, cosce, glutei ed addominali, senza caricare troppo l’apparato locomotore, ossia lo scheletro, dato che la forza di gravità in acqua è molto ridotta.

Uno sport che un bambino può praticare sin dai primi anni di vita, prendendo confidenza e migliorando la “sicurezza” in acqua, acquisendo coscienza del suo corpo in piscina o nella vasca che sia, con colorati giocattoli e sorretto da tavolette o da braccioli; aiutando la coordinazione motoria e respiratoria, stimolando la circolazione sanguigna e cosa non meno importante, aiutando ad irrobustire l’impalcatura ossea, correggendo peraltro eventuali posizioni sbagliate che possono provocare patologie dello scheletro (ad esempio la scoliosi).

Sport: come scegliere quello giusto per il proprio bambino? Una scoperta o per meglio dire riscoperta l’acqua che deve avvenire però per fasi con supporti e movimenti precisi in un ambiente controllato e circoscritto come la piscina, attorniati dall’amore e dal conforto che mamma e papà sanno dare, sino almeno ai 2-3 anni del bambino, onde vivere serenamente quello che è l’approccio e quelle che sono le fasi iniziali in acqua.

Successivamente, dai 3-4 anni del bambino è possibile iniziare con un vero e proprio corso di nuoto in piscina con tanto di istruttore, che insegnerà le basi della disciplina anche senza supporti, per poi procedere intorno ai 4-5 anni con una vera e propria coordinazione e a 6 anni con una precisa tecnica di avanzamento in acqua.

foto-bambino-piscina.Detto questo, in funzione della prossime estate 2014 in arrivo, va detto che in genere verso i 4-5 anni il bambino è pronto il primo approccio di nuoto con l’acqua salata del mare; un approccio nel quale non devono mancare comunque i “rinforzi positivi”, ossia i complimenti, gli applausi, le carezze e le consolazioni dei genitori e che è bene tener presente, può avvenire in un modo completamente diverso da bambino a bambino, motivo per cui ci saranno dei bambini che non vedono l’ora di andare a largo e di testare le proprie capacità, mentre altri, si limiteranno a bagnarsi in riva al mare ed a fare il bagnetto nell’acqua salata messa in una piscina gonfiabile!

Va da sé che in ogni caso vasca, piscina, corso di nuoto o mare aperto che sia, la cosa importante è assolutamente mai forzare i tempi dei propri bambini, lasciando acquisisce loro la propria consapevolezza, esplorando le proprie emozioni ed arrivando a sperimentare la propria autonomia, diventando pian pianino, grande!

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di Mamma Melacotta


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