Suramina: un nuovo farmaco per l’autismo?

Nov 11, 13 Suramina: un nuovo farmaco per l’autismo?

Novità nel campo dell’autismo: scoperto un farmaco per il trattamento della sindrome dello spettro autistico.

Grosse speranze in campo dell’autismo, ove un farmaco, al momento utilizzato nel trattamento del sonno, sembra che potrebbe invertire l’autismo.

Un farmaco va precisato, che al momento ha corretto nella cavie un sintomo simile a quell’autismo e che in pratica, a livello molecolare pare normalizza le connessioni difettose esistenti da cellula a cellula e gli effetti metabolici, che si ritiene sino alla base del disturbo dello spettro autistico.

foto-autismoLa suramina, questo il farmaco, si rivolge infatti al sistema ricettivo delle cellule che risponde agli stimoli dello stress; sistema al quale, secondo una nuova teoria, pare essere fortemente legato proprio l’autismo, con un percorso definito come “meccanismo di segnalazione mediata dal recettore purinergico”.

La scoperta che arriva dagli Stases, precisamente dall’Università della California a San Diego, spiega che la surmina, è riuscita a correggere ben 17 tipi di anomalie legate all’autismo, in cavie geneticamente modificate, compresi i problemi di tipo comportamentale nel sociale.

Il professor Robert Naviaux, co-direttore del Centro malattie mitocondriali e metaboliche dell’Università, ha inteso chiarire:

foto-ricerche-autismo“La nostra teoria suggerisce che l’autismo interviene perché le cellule si bloccano in una modalità metabolica difensiva e non riescono a parlare tra loro normalmente, il che può interferire con lo sviluppo e la funzione cerebrale.” e ancora “Abbiamo usato una classe di farmaci che è stata utilizzata per quasi un secolo, nel trattamento di altre malattie, per bloccare il segnale di “pericolo”, consentendo alle cellule di tornare al normale metabolismo e ripristinare la comunicazione inter-cellulare” aggiungendo infine “Certo, correggere le anomalie in una cavia non significa un equivalente risultato nell’uomo, ma questo ci incoraggia ad iniziare un piccolo studio clinico, con bambini affetti da autismo, già dal prossimo anno. Questo processo è alle sue prime fasi, ma questa terapia chiamata “anti-purinergica” offre nuovi spunti che potrebbero portare allo sviluppo di una nuova classe di farmaci per curare l’autismo”.

Non resta che attendere un aggiornamento riguardo a questo studio, nella speranza che notizia a parte, si arrivi a qualcosa di certo e di sicuro: ad una cura che molti aspettano da tempo!

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di Mamma Melacotta


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